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Hai un progetto per accelerare la transizione ecologica in Toscana?
La Regione Toscana, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), sostiene iniziative innovative per la sostenibilità e la tutela ambientale.
È attivo il terzo avviso per la presentazione dei progetti: scopri come partecipare e diventare protagonista del cambiamento.
Hai un progetto per accelerare la transizione ecologica in Toscana?
La Regione Toscana, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), sostiene iniziative innovative per la sostenibilità e la tutela ambientale.
È attivo il terzo avviso per la presentazione dei progetti: scopri come partecipare e diventare protagonista del cambiamento.
Scopri i 17 obiettivi per trasformare il mondo: dalla tutela ambientale alla sostenibilità sociale ed economica.
La Toscana fa la sua parte: fai la tua!
Le aree naturali protette della Toscana: un patrimonio da scoprire e vivere 🌿
Lo sapevi che quasi il 10% del territorio toscano — circa 230.000 ettari — è dedicato a parchi, riserve e aree naturali protette?
Sono oltre 130 tra parchi nazionali, regionali, riserve statali e ...locali e siti Natura 2000, custodiscono biodiversità rara e paesaggi unici.
Questo patrimonio naturale si integra con la ricchezza culturale della regione, diventando un motore di turismo sostenibile e di opportunità per le comunità locali.
Per migliorare la fruibilità, la Regione ha stanziato 300.000 euro per cinque progetti pilota che migliorano sentieri, cartellonistica, aree di sosta e accessibilità, coinvolgendo riserve come Monti Rognosi, Foresta di Monterufoli-Caselli e Lago di Montepulciano.
Questo intervento fa parte di un impegno più ampio della Toscana, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per la conservazione della natura, la promozione dell’accessibilità e lo sviluppo sostenibile del territorio.
🌱 Scopri, vivi e rispetta la natura della Toscana: un patrimonio da custodire e condividere.
#ToscanaSostenibile #AreeProtette #NaturaToscana #Biodiversità #TurismoSostenibile #Agenda2030
Il mercato automobilistico italiano continua a rallentare. I dati ufficiali raccontano un 2025 che si chiude con 𝟏.𝟓𝟐𝟓.𝟕𝟐𝟐 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟐,𝟏% 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 ...𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟒. Un risultato che conferma una tendenza negativa già evidente l’anno precedente, quando la flessione era stata dello 0,6% rispetto al 2023.
𝐔𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐢
Le vendite restano ben al di sotto dei livelli pre-pandemia: nel 2019 le immatricolazioni erano state 1.917.106. Questo ridimensionamento strutturale pesa su tutta la filiera: concessionari, costruttori, indotto e occupazione.
𝐔𝐧𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞
Nel 2025 sono state immatricolate 𝟗𝟒.𝟐𝟑𝟎 𝐯𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚, 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐛𝐚𝐥𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟒𝟔,𝟏%. La quota di mercato è salita al 6,2%. Il parco circolante elettrico ha raggiunto 365.091 veicoli, segnale di una crescita costante, anche se lontana dai numeri di altri Paesi europei. Curioso anche il dato sul modello più venduto: la Leapmotor T03, citycar arrivata in Europa grazie a 𝐮𝐧𝐚 𝐣𝐨𝐢𝐧𝐭-𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬, a dimostrazione di quanto il panorama competitivo stia rapidamente cambiando.
𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 (𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐍𝐨𝐫𝐯𝐞𝐠𝐢𝐚)
Guardando oltre confine, il divario è evidente. La Norvegia è ormai a un passo dall’obiettivo di vendere solo veicoli elettrici: nel sono state il 𝟗𝟓,𝟗% delle nuove immatricolazioni. Il confronto mette in luce quanto pesino fattori come incentivi stabili, infrastrutture di ricarica diffuse e politiche fiscali coerenti, elementi che in Italia restano più discontinui.
𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚?
Il mercato italiano sembra sospeso tra due realtà: da un lato volumi complessivi ancora depressi, dall’altro una transizione elettrica che avanza, ma senza la forza necessaria per trainare l’intero settore.
#AutoElettriche #MobilitàElettrica #MobilitàSostenibile #autoibride #TransizioneEnergetica #EnergiaPulita #motoretermico #automercato #mercatoauto #toscanasostenibile #agenda2030
Il report di fine anno sul 2025 del Lamma, il laboratorio che monitora l’ambiente in Toscana, ci dice che 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝟒 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 ’𝟓𝟎. Le ...temperature sono +1,1 °C più alte rispetto agli ultimi 30 anni e +2,1 °C rispetto al clima di metà Novecento. Negli ultimi quattro anni si è registrato un vero e proprio “balzo” del termometro: quasi un grado in più rispetto al recente passato.
La Toscana e l’Italia soffrono più del resto del mondo: negli ultimi 50 anni, la temperatura media è aumentata di 1,3 °C. Il 2024 rimane il record assoluto di caldo in regione, superando ogni anno precedente.
I numeri globali mostrano una realtà simile, ma meno estrema: +𝟎,𝟕𝟐 °𝐂 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝟑𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐞 +𝟏,𝟔 °𝐂 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞. In Europa, invece, l’aumento è di quasi 3 °C, confermando quanto il nostro continente sia particolarmente vulnerabile.
Ma il caldo non si ferma ai termometri: siccità, alluvioni, ondate di calore... Gli eventi estremi stanno diventando sempre più frequenti e intensi, e mettono a rischio città, comunità attività agricole e industriali.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞:
• Ridurre le emissioni: usare meno energia fossile, privilegiare rinnovabili, mobilità sostenibile
• Efficienza energetica: case e uffici più isolati, meno sprechi
• Proteggere la natura: riforestazione, tutela degli ecosistemi e biodiversità
• Acqua e suolo: pratiche di agricoltura sostenibile, conservazione delle risorse idriche
• Prepararsi agli eventi estremi: infrastrutture resilienti e piani di emergenza
Ogni piccolo gesto conta: cambiare le nostre abitudini, sostenere politiche climatiche efficaci, scegliere prodotti sostenibili. Il nostro futuro dipende dalle scelte che facciamo oggi.
#CambiamentoClimatico #Toscana #Sostenibilità #Ambiente #Clima #FuturoSostenibile #toscanasostenibile #agenda2030
Trump ha firmato un 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐞𝐜𝐮𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝟔𝟔 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢, molte ...delle quali legate all’ONU e a iniziative globali su clima, diritti umani e sviluppo sostenibile.
𝐔𝐧 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐥𝐚
Gli Stati Uniti lasceranno 31 organismi delle Nazioni Unite e 35 organizzazioni esterne, ritenute “in contrasto con gli interessi nazionali”. Tra queste spiccano 𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞, come la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), fondamentali per il monitoraggio scientifico e la negoziazione di politiche contro il riscaldamento globale. L’amministrazione ha motivato la scelta sostenendo che molte di queste organizzazioni sono “𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢”. Washington ha affermato che non intende più “legittimare istituzioni che promuovono agende non in linea con gli interessi americani”.
𝐈𝐥 𝐝𝐮𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚
Il punto più controverso è l’uscita dalla 𝐂𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐍𝐔 𝐬𝐮𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 (𝐔𝐍𝐅𝐂𝐂𝐂): un trattato ratificato nel 1992 che funge da base per i principali accordi sul clima. Il ritiro non è solo simbolico: gli USA sono stati 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢, fondamentali per gli sforzi di monitoraggio del cambiamento climatico su scala globale.
𝐑𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢
La decisione ha suscitato forti critiche. L’UE ha definito la mossa “deplorevole e infelice”. Organismi internazionali e esperti climatici hanno avvertito che questa decisione potrebbe 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐟𝐨𝐫𝐳𝐢 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞.
#Trump #Clima #CambiamentoClimatico #CooperazioneInternazionale #UNFCCC #Ambiente #USA #toscanasostenibile #agenda2030
ENEA ha individuato in un sottoprodotto della lavorazione del riso, la lolla, un nuovo materiale sostenibile per la produzione di #batterie e #supercondensatori.
@SapienzaRoma @PoliTOnews #nanomateriali @MASE_IT

Batterie e supercondensatori realizzati con materiali ottenuti da un sottoprodotto del riso, la lolla, sono al centro delle attività di...
Per decenni le fonti fossili hanno dominato il sistema energetico globale per un motivo chiave: la facilità di conservazione. Carbone, petrolio e gas possono essere accumulati e utilizzati quando serve. Ma oggi questo vantaggio storico sta rapidamente svanendo.
Secondo Kingsmill Bond, analista... di Ember, il problema dell’intermittenza delle rinnovabili è ormai risolto nel 90% dei casi grazie a una tecnologia precisa: la batteria. Lo stoccaggio elettrochimico consente di immagazzinare l’energia prodotta dal Sole durante il giorno e rilasciarla nelle ore serali o nei momenti di picco della domanda, rendendo il solare una fonte sempre più affidabile.
Il Sole, del resto, ha caratteristiche impossibili da battere: offre emissioni nulle, costi in rapido calo e tempi di ritorno dell’investimento molto brevi. In molte regioni del mondo è già la fonte più economica per produrre elettricità.
Esiste però un limite geografico. Nelle aree con forti squilibri stagionali, tipo il Nord Europa, il sole estivo non compensa la scarsità invernale. Qui entra in gioco l’energia eolica, che tende a produrre di più proprio nei mesi freddi, colmando parte del vuoto lasciato dal fotovoltaico.
Resta però un nodo cruciale: come conservare energia non per ore o giorni, ma per settimane o mesi. Lo “stoccaggio inter-stagionale” è ancora in fase sperimentale e rappresenta una delle grandi sfide della transizione energetica. Tra le soluzioni allo studio ci sono l’idrogeno verde, l’aria compressa e il pompaggio idroelettrico. La strada sembra tracciata: batterie per il breve termine e pompaggio idroelettrico per la conservazione di lungo periodo. Se questa combinazione si affermerà su larga scala, il sistema energetico del futuro potrebbe finalmente emanciparsi dai combustibili fossili sia per la produzione che per la conservazione.
#Fotovoltaico #EnergiaSolare #TransizioneEnergetica #Rinnovabili #EnergiaPulita #solare #energiarinnovabile #toscanasostenibile #agenda2030 #eolico #pompaggioidroelettrico #idrogenoverde #batterie #accumuli
Nel rapporto sullo stato delle #bonifiche sono analizzati gli stati di avanzamento dei procedimenti, le superfici interessate, le procedure adottate e la distribuzione territoriale dei procedimenti oltre che i #sitiorfani con focus relativi a specificità regionali.

🧪 Bonifiche dei siti contaminati: pubblicato il nuovo Rapporto ISPRA sullo stato dei procedimenti.
🗺️Quali sono i territori coinvolti? A che punto sono gli interventi? Quali tecnologie vengono impiegate per le bonifiche?
Consulta il Rapporto completo 👇
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/online-il-rapporto-lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia
In questi giorni particolarmente freddi tutti in casa abbiamo il desiderio di scaldarci e sentirci al sicuro. Ma attenzione: alcuni metodi di riscaldamento possono nascondere un pericolo invisibile. Durante l’inverno aumenta infatti il rischio di intossicazione da ...𝐦𝐨𝐧𝐨𝐬𝐬𝐢𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢𝐨, un gas tossico, incolore e inodore prodotto dalla combustione di carbone, legna, benzina e altri combustibili.
Le principali cause sono la 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐥’𝐮𝐬𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐫𝐚𝐜𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐚𝐭𝐢, con conseguenze spesso gravi, soprattutto per i nuclei familiari più fragili.
Per prevenire questi rischi, la Regione Toscana e il Centro Antiveleni dell’Ospedale di Careggi promuovono la campagna
“𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐨𝐬𝐬𝐢𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞”,
per diffondere informazioni corrette e aumentare la consapevolezza sui comportamenti da adottare.
𝐄̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞:
Non accendere bracieri a carbone o legna in casa
Utilizzare le stufe solo in locali ben areati
Non usare stufe in camere da letto, bagni e garage
Far controllare regolarmente stufe, caldaie, boiler, cucine e camini
Verificare la presenza di prese d’aria nei locali riscaldati
𝐈𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐥 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐧𝐢, 𝐧𝐚𝐮𝐬𝐞𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐚𝐥𝐩𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐨 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨:
Apri subito porte e finestre
Spegni gli apparecchi a combustione
Chiama immediatamente il 112
𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐨: 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢, 𝐟𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨. 𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚.
#MonossidoDiCarbonio #Prevenzione #SicurezzaInCasa #SalutePubblica #RischioInvernale #Intossicazione #SicurezzaDomestica #toscanasostenibile #agenda2030 #Toscana #Ospedale #careggi #Ospedaledicareggi #centroantiveleni
#EPREL è il registro digitale UE dove produttori e importatori devono registrare ogni modello prima della vendita: una garanzia che i dati siano corretti e conformi alle norme europee sull’#efficienzaenergetica.

Oramai abbiamo familiarità con l’etichetta energetica dell’Unione Europea e le classi A, B, C… ma sai che esiste un registro digitale che...
www.facebook.comOramai abbiamo familiarità con l’etichetta energetica dell’Unione Europea e le classi A, B, C… ma sai che esiste un registro digitale che raccoglie i dati energetici e tecnici di milioni di prodotti? EPREL (European Product Registry for Energy Labelling) è la banca dati ufficiale creata ...dalla Commissione Europea proprio per questo scopo.
𝐂𝐨𝐬’𝐞̀ 𝐄𝐏𝐑𝐄𝐋
EPREL è un registro digitale dove, per legge, i produttori/importatori devono registrare ogni modello nel database prima di immetterlo sul mercato UE: ciò garantisce che tutte le informazioni siano corrette e conformi alle normative europee sull’efficienza energetica.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞
Per più ragioni:
• Per i consumatori: permette di confrontare i consumi energetici e altri dati utili (come rumorosità, dimensioni e documenti tecnici) prima di acquistare. Questo aiuta a fare scelte più consapevoli e risparmiare sulla bolletta.
• Per le autorità: agevola i controlli sul mercato e verifica che i prodotti rispettino le regole di efficienza energetica.
• Per imprese e pubblica amministrazione: supporta le gare d’appalto verdi e la pianificazione di acquisti sostenibili, oltre a essere uno strumento utile per analisi e statistiche.
Non è un elenco di etichette: è una piattaforma trasparente e dinamica che mostra come il mercato si distribuisce tra classi di efficienza e permette confronti precisi tra modelli simili.
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐬𝐚𝐫𝐥𝐨
1 Naviga per gruppi di prodotti (es. frigoriferi, display, illuminazione).
2 Cerca un modello inserendo marca, nome o numero di registrazione.
3 Filtra e confronta i prodotti in base a criteri come classe energetica, consumo annuo o altri parametri.
4 Esamina i dettagli di ogni modello, scaricando l’etichetta e la scheda prodotto in varie lingue.
Questa funzione è particolarmente utile quando devi scegliere tra più modelli o vuoi verificare che un prodotto che stai per acquistare sia registrato correttamente.
#EPREL #EfficienzaEnergetica #ProdottiSostenibili #RisparmioEnergetico #AcquistiConsapevoli #EtichettaEnergetica #GreenLiving #AmbienteEU #ConsumatoriInformati #consumatori #toscanasostenibile #agenda2030
Le aree naturali protette della Toscana: un patrimonio da scoprire e vivere 🌿
Lo sapevi che quasi il 10% del territorio toscano — circa 230.000 ettari — è dedicato a parchi, riserve e aree naturali protette?
Sono oltre 130 tra parchi nazionali, regionali, riserve statali e locali e siti Natura 2000, custodiscono biodiversità rara e paesaggi unici.
Questo patrimonio naturale si integra con la ricchezza culturale della regione, diventando un motore di turismo sostenibile e di opportunità per le comunità locali.
Per migliorare la fruibilità, la Regione ha stanziato 300.000 euro per cinque progetti pilota che migliorano sentieri, cartellonistica, aree di sosta e accessibilità, coinvolgendo riserve come Monti Rognosi, Foresta di Monterufoli-Caselli e Lago di Montepulciano.
Questo intervento fa parte di un impegno più ampio della Toscana, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per la conservazione della natura, la promozione dell’accessibilità e lo sviluppo sostenibile del territorio.
🌱 Scopri, vivi e rispetta la natura della Toscana: un patrimonio da custodire e condividere.
#ToscanaSostenibile #AreeProtette #NaturaToscana #Biodiversità #TurismoSostenibile #Agenda2030
Le aree naturali protette della Toscana: un patrimonio da scoprire e vivere 🌿
Lo sapevi che quasi il 10% del territorio toscano — circa 230.000 ettari — è dedicato a parchi, riserve e aree naturali protette?
Sono oltre 130 tra parchi nazionali, regionali, riserve statali e locali e siti Natura 2000, custodiscono biodiversità rara e paesaggi unici.
Questo patrimonio naturale si integra con la ricchezza culturale della regione, diventando un motore di turismo sostenibile e di opportunità per le comunità locali.
Per migliorare la fruibilità, la Regione ha stanziato 300.000 euro per cinque progetti pilota che migliorano sentieri, cartellonistica, aree di sosta e accessibilità, coinvolgendo riserve come Monti Rognosi, Foresta di Monterufoli-Caselli e Lago di Montepulciano.
Questo intervento fa parte di un impegno più ampio della Toscana, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per la conservazione della natura, la promozione dell’accessibilità e lo sviluppo sostenibile del territorio.
🌱 Scopri, vivi e rispetta la natura della Toscana: un patrimonio da custodire e condividere.
#ToscanaSostenibile #AreeProtette #NaturaToscana #Biodiversità #TurismoSostenibile #Agenda2030
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Il mercato automobilistico italiano continua a rallentare. I dati ufficiali raccontano un 2025 che si chiude con 𝟏.𝟓𝟐𝟓.𝟕𝟐𝟐 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟐,𝟏% 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟒. Un risultato che conferma una tendenza negativa già evidente l’anno precedente, quando la flessione era stata dello 0,6% rispetto al 2023.
𝐔𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐢
Le vendite restano ben al di sotto dei livelli pre-pandemia: nel 2019 le immatricolazioni erano state 1.917.106. Questo ridimensionamento strutturale pesa su tutta la filiera: concessionari, costruttori, indotto e occupazione.
𝐔𝐧𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞
Nel 2025 sono state immatricolate 𝟗𝟒.𝟐𝟑𝟎 𝐯𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚, 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐛𝐚𝐥𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟒𝟔,𝟏%. La quota di mercato è salita al 6,2%. Il parco circolante elettrico ha raggiunto 365.091 veicoli, segnale di una crescita costante, anche se lontana dai numeri di altri Paesi europei. Curioso anche il dato sul modello più venduto: la Leapmotor T03, citycar arrivata in Europa grazie a 𝐮𝐧𝐚 𝐣𝐨𝐢𝐧𝐭-𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬, a dimostrazione di quanto il panorama competitivo stia rapidamente cambiando.
𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 (𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐍𝐨𝐫𝐯𝐞𝐠𝐢𝐚)
Guardando oltre confine, il divario è evidente. La Norvegia è ormai a un passo dall’obiettivo di vendere solo veicoli elettrici: nel sono state il 𝟗𝟓,𝟗% delle nuove immatricolazioni. Il confronto mette in luce quanto pesino fattori come incentivi stabili, infrastrutture di ricarica diffuse e politiche fiscali coerenti, elementi che in Italia restano più discontinui.
𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚?
Il mercato italiano sembra sospeso tra due realtà: da un lato volumi complessivi ancora depressi, dall’altro una transizione elettrica che avanza, ma senza la forza necessaria per trainare l’intero settore.
#AutoElettriche #MobilitàElettrica #MobilitàSostenibile #autoibride #TransizioneEnergetica #EnergiaPulita #motoretermico #automercato #mercatoauto #toscanasostenibile #agenda2030
Il mercato automobilistico italiano continua a rallentare. I dati ufficiali raccontano un 2025 che si chiude con 𝟏.𝟓𝟐𝟓.𝟕𝟐𝟐 𝐢𝐦𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟐,𝟏% 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟒. Un risultato che conferma una tendenza negativa già evidente l’anno precedente, quando la flessione era stata dello 0,6% rispetto al 2023.
𝐔𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐢
Le vendite restano ben al di sotto dei livelli pre-pandemia: nel 2019 le immatricolazioni erano state 1.917.106. Questo ridimensionamento strutturale pesa su tutta la filiera: concessionari, costruttori, indotto e occupazione.
𝐔𝐧𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞
Nel 2025 sono state immatricolate 𝟗𝟒.𝟐𝟑𝟎 𝐯𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚, 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐛𝐚𝐥𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟒𝟔,𝟏%. La quota di mercato è salita al 6,2%. Il parco circolante elettrico ha raggiunto 365.091 veicoli, segnale di una crescita costante, anche se lontana dai numeri di altri Paesi europei. Curioso anche il dato sul modello più venduto: la Leapmotor T03, citycar arrivata in Europa grazie a 𝐮𝐧𝐚 𝐣𝐨𝐢𝐧𝐭-𝐯𝐞𝐧𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬, a dimostrazione di quanto il panorama competitivo stia rapidamente cambiando.
𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 (𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐍𝐨𝐫𝐯𝐞𝐠𝐢𝐚)
Guardando oltre confine, il divario è evidente. La Norvegia è ormai a un passo dall’obiettivo di vendere solo veicoli elettrici: nel sono state il 𝟗𝟓,𝟗% delle nuove immatricolazioni. Il confronto mette in luce quanto pesino fattori come incentivi stabili, infrastrutture di ricarica diffuse e politiche fiscali coerenti, elementi che in Italia restano più discontinui.
𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚?
Il mercato italiano sembra sospeso tra due realtà: da un lato volumi complessivi ancora depressi, dall’altro una transizione elettrica che avanza, ma senza la forza necessaria per trainare l’intero settore.
#AutoElettriche #MobilitàElettrica #MobilitàSostenibile #autoibride #TransizioneEnergetica #EnergiaPulita #motoretermico #automercato #mercatoauto #toscanasostenibile #agenda2030
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Il report di fine anno sul 2025 del Lamma, il laboratorio che monitora l’ambiente in Toscana, ci dice che 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝟒 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 ’𝟓𝟎. Le temperature sono +1,1 °C più alte rispetto agli ultimi 30 anni e +2,1 °C rispetto al clima di metà Novecento. Negli ultimi quattro anni si è registrato un vero e proprio “balzo” del termometro: quasi un grado in più rispetto al recente passato.
La Toscana e l’Italia soffrono più del resto del mondo: negli ultimi 50 anni, la temperatura media è aumentata di 1,3 °C. Il 2024 rimane il record assoluto di caldo in regione, superando ogni anno precedente.
I numeri globali mostrano una realtà simile, ma meno estrema: +𝟎,𝟕𝟐 °𝐂 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝟑𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐞 +𝟏,𝟔 °𝐂 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞. In Europa, invece, l’aumento è di quasi 3 °C, confermando quanto il nostro continente sia particolarmente vulnerabile.
Ma il caldo non si ferma ai termometri: siccità, alluvioni, ondate di calore... Gli eventi estremi stanno diventando sempre più frequenti e intensi, e mettono a rischio città, comunità attività agricole e industriali.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞:
• Ridurre le emissioni: usare meno energia fossile, privilegiare rinnovabili, mobilità sostenibile
• Efficienza energetica: case e uffici più isolati, meno sprechi
• Proteggere la natura: riforestazione, tutela degli ecosistemi e biodiversità
• Acqua e suolo: pratiche di agricoltura sostenibile, conservazione delle risorse idriche
• Prepararsi agli eventi estremi: infrastrutture resilienti e piani di emergenza
Ogni piccolo gesto conta: cambiare le nostre abitudini, sostenere politiche climatiche efficaci, scegliere prodotti sostenibili. Il nostro futuro dipende dalle scelte che facciamo oggi.
#CambiamentoClimatico #Toscana #Sostenibilità #Ambiente #Clima #FuturoSostenibile #toscanasostenibile #agenda2030
Il report di fine anno sul 2025 del Lamma, il laboratorio che monitora l’ambiente in Toscana, ci dice che 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝟒 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 ’𝟓𝟎. Le temperature sono +1,1 °C più alte rispetto agli ultimi 30 anni e +2,1 °C rispetto al clima di metà Novecento. Negli ultimi quattro anni si è registrato un vero e proprio “balzo” del termometro: quasi un grado in più rispetto al recente passato.
La Toscana e l’Italia soffrono più del resto del mondo: negli ultimi 50 anni, la temperatura media è aumentata di 1,3 °C. Il 2024 rimane il record assoluto di caldo in regione, superando ogni anno precedente.
I numeri globali mostrano una realtà simile, ma meno estrema: +𝟎,𝟕𝟐 °𝐂 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝟑𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐞 +𝟏,𝟔 °𝐂 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞. In Europa, invece, l’aumento è di quasi 3 °C, confermando quanto il nostro continente sia particolarmente vulnerabile.
Ma il caldo non si ferma ai termometri: siccità, alluvioni, ondate di calore... Gli eventi estremi stanno diventando sempre più frequenti e intensi, e mettono a rischio città, comunità attività agricole e industriali.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞:
• Ridurre le emissioni: usare meno energia fossile, privilegiare rinnovabili, mobilità sostenibile
• Efficienza energetica: case e uffici più isolati, meno sprechi
• Proteggere la natura: riforestazione, tutela degli ecosistemi e biodiversità
• Acqua e suolo: pratiche di agricoltura sostenibile, conservazione delle risorse idriche
• Prepararsi agli eventi estremi: infrastrutture resilienti e piani di emergenza
Ogni piccolo gesto conta: cambiare le nostre abitudini, sostenere politiche climatiche efficaci, scegliere prodotti sostenibili. Il nostro futuro dipende dalle scelte che facciamo oggi.
#CambiamentoClimatico #Toscana #Sostenibilità #Ambiente #Clima #FuturoSostenibile #toscanasostenibile #agenda2030
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Trump ha firmato un 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐞𝐜𝐮𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝟔𝟔 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢, molte delle quali legate all’ONU e a iniziative globali su clima, diritti umani e sviluppo sostenibile.
𝐔𝐧 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐥𝐚
Gli Stati Uniti lasceranno 31 organismi delle Nazioni Unite e 35 organizzazioni esterne, ritenute “in contrasto con gli interessi nazionali”. Tra queste spiccano 𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞, come la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), fondamentali per il monitoraggio scientifico e la negoziazione di politiche contro il riscaldamento globale. L’amministrazione ha motivato la scelta sostenendo che molte di queste organizzazioni sono “𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢”. Washington ha affermato che non intende più “legittimare istituzioni che promuovono agende non in linea con gli interessi americani”.
𝐈𝐥 𝐝𝐮𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚
Il punto più controverso è l’uscita dalla 𝐂𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐍𝐔 𝐬𝐮𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 (𝐔𝐍𝐅𝐂𝐂𝐂): un trattato ratificato nel 1992 che funge da base per i principali accordi sul clima. Il ritiro non è solo simbolico: gli USA sono stati 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢, fondamentali per gli sforzi di monitoraggio del cambiamento climatico su scala globale.
𝐑𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢
La decisione ha suscitato forti critiche. L’UE ha definito la mossa “deplorevole e infelice”. Organismi internazionali e esperti climatici hanno avvertito che questa decisione potrebbe 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐟𝐨𝐫𝐳𝐢 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞.
#Trump #Clima #CambiamentoClimatico #CooperazioneInternazionale #UNFCCC #Ambiente #USA #toscanasostenibile #agenda2030
Trump ha firmato un 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐞𝐜𝐮𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝟔𝟔 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢, molte delle quali legate all’ONU e a iniziative globali su clima, diritti umani e sviluppo sostenibile.
𝐔𝐧 𝐫𝐢𝐭𝐢𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐥𝐚
Gli Stati Uniti lasceranno 31 organismi delle Nazioni Unite e 35 organizzazioni esterne, ritenute “in contrasto con gli interessi nazionali”. Tra queste spiccano 𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞, come la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), fondamentali per il monitoraggio scientifico e la negoziazione di politiche contro il riscaldamento globale. L’amministrazione ha motivato la scelta sostenendo che molte di queste organizzazioni sono “𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢”. Washington ha affermato che non intende più “legittimare istituzioni che promuovono agende non in linea con gli interessi americani”.
𝐈𝐥 𝐝𝐮𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚
Il punto più controverso è l’uscita dalla 𝐂𝐨𝐧𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐎𝐍𝐔 𝐬𝐮𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢 (𝐔𝐍𝐅𝐂𝐂𝐂): un trattato ratificato nel 1992 che funge da base per i principali accordi sul clima. Il ritiro non è solo simbolico: gli USA sono stati 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢, fondamentali per gli sforzi di monitoraggio del cambiamento climatico su scala globale.
𝐑𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢
La decisione ha suscitato forti critiche. L’UE ha definito la mossa “deplorevole e infelice”. Organismi internazionali e esperti climatici hanno avvertito che questa decisione potrebbe 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐟𝐨𝐫𝐳𝐢 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞.
#Trump #Clima #CambiamentoClimatico #CooperazioneInternazionale #UNFCCC #Ambiente #USA #toscanasostenibile #agenda2030
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Per decenni le fonti fossili hanno dominato il sistema energetico globale per un motivo chiave: la facilità di conservazione. Carbone, petrolio e gas possono essere accumulati e utilizzati quando serve. Ma oggi questo vantaggio storico sta rapidamente svanendo.
Secondo Kingsmill Bond, analista di Ember, il problema dell’intermittenza delle rinnovabili è ormai risolto nel 90% dei casi grazie a una tecnologia precisa: la batteria. Lo stoccaggio elettrochimico consente di immagazzinare l’energia prodotta dal Sole durante il giorno e rilasciarla nelle ore serali o nei momenti di picco della domanda, rendendo il solare una fonte sempre più affidabile.
Il Sole, del resto, ha caratteristiche impossibili da battere: offre emissioni nulle, costi in rapido calo e tempi di ritorno dell’investimento molto brevi. In molte regioni del mondo è già la fonte più economica per produrre elettricità.
Esiste però un limite geografico. Nelle aree con forti squilibri stagionali, tipo il Nord Europa, il sole estivo non compensa la scarsità invernale. Qui entra in gioco l’energia eolica, che tende a produrre di più proprio nei mesi freddi, colmando parte del vuoto lasciato dal fotovoltaico.
Resta però un nodo cruciale: come conservare energia non per ore o giorni, ma per settimane o mesi. Lo “stoccaggio inter-stagionale” è ancora in fase sperimentale e rappresenta una delle grandi sfide della transizione energetica. Tra le soluzioni allo studio ci sono l’idrogeno verde, l’aria compressa e il pompaggio idroelettrico. La strada sembra tracciata: batterie per il breve termine e pompaggio idroelettrico per la conservazione di lungo periodo. Se questa combinazione si affermerà su larga scala, il sistema energetico del futuro potrebbe finalmente emanciparsi dai combustibili fossili sia per la produzione che per la conservazione.
#Fotovoltaico #EnergiaSolare #TransizioneEnergetica #Rinnovabili #EnergiaPulita #solare #energiarinnovabile #toscanasostenibile #agenda2030 #eolico #pompaggioidroelettrico #idrogenoverde #batterie #accumuli
Per decenni le fonti fossili hanno dominato il sistema energetico globale per un motivo chiave: la facilità di conservazione. Carbone, petrolio e gas possono essere accumulati e utilizzati quando serve. Ma oggi questo vantaggio storico sta rapidamente svanendo.
Secondo Kingsmill Bond, analista di Ember, il problema dell’intermittenza delle rinnovabili è ormai risolto nel 90% dei casi grazie a una tecnologia precisa: la batteria. Lo stoccaggio elettrochimico consente di immagazzinare l’energia prodotta dal Sole durante il giorno e rilasciarla nelle ore serali o nei momenti di picco della domanda, rendendo il solare una fonte sempre più affidabile.
Il Sole, del resto, ha caratteristiche impossibili da battere: offre emissioni nulle, costi in rapido calo e tempi di ritorno dell’investimento molto brevi. In molte regioni del mondo è già la fonte più economica per produrre elettricità.
Esiste però un limite geografico. Nelle aree con forti squilibri stagionali, tipo il Nord Europa, il sole estivo non compensa la scarsità invernale. Qui entra in gioco l’energia eolica, che tende a produrre di più proprio nei mesi freddi, colmando parte del vuoto lasciato dal fotovoltaico.
Resta però un nodo cruciale: come conservare energia non per ore o giorni, ma per settimane o mesi. Lo “stoccaggio inter-stagionale” è ancora in fase sperimentale e rappresenta una delle grandi sfide della transizione energetica. Tra le soluzioni allo studio ci sono l’idrogeno verde, l’aria compressa e il pompaggio idroelettrico. La strada sembra tracciata: batterie per il breve termine e pompaggio idroelettrico per la conservazione di lungo periodo. Se questa combinazione si affermerà su larga scala, il sistema energetico del futuro potrebbe finalmente emanciparsi dai combustibili fossili sia per la produzione che per la conservazione.
#Fotovoltaico #EnergiaSolare #TransizioneEnergetica #Rinnovabili #EnergiaPulita #solare #energiarinnovabile #toscanasostenibile #agenda2030 #eolico #pompaggioidroelettrico #idrogenoverde #batterie #accumuli
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In questi giorni particolarmente freddi tutti in casa abbiamo il desiderio di scaldarci e sentirci al sicuro. Ma attenzione: alcuni metodi di riscaldamento possono nascondere un pericolo invisibile. Durante l’inverno aumenta infatti il rischio di intossicazione da 𝐦𝐨𝐧𝐨𝐬𝐬𝐢𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢𝐨, un gas tossico, incolore e inodore prodotto dalla combustione di carbone, legna, benzina e altri combustibili.
Le principali cause sono la 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐥’𝐮𝐬𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐫𝐚𝐜𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐚𝐭𝐢, con conseguenze spesso gravi, soprattutto per i nuclei familiari più fragili.
Per prevenire questi rischi, la Regione Toscana e il Centro Antiveleni dell’Ospedale di Careggi promuovono la campagna
“𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐨𝐬𝐬𝐢𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞”,
per diffondere informazioni corrette e aumentare la consapevolezza sui comportamenti da adottare.
𝐄̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞:
Non accendere bracieri a carbone o legna in casa
Utilizzare le stufe solo in locali ben areati
Non usare stufe in camere da letto, bagni e garage
Far controllare regolarmente stufe, caldaie, boiler, cucine e camini
Verificare la presenza di prese d’aria nei locali riscaldati
𝐈𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐥 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐧𝐢, 𝐧𝐚𝐮𝐬𝐞𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐚𝐥𝐩𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐨 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨:
Apri subito porte e finestre
Spegni gli apparecchi a combustione
Chiama immediatamente il 112
𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐨: 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢, 𝐟𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨. 𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚.
#MonossidoDiCarbonio #Prevenzione #SicurezzaInCasa #SalutePubblica #RischioInvernale #Intossicazione #SicurezzaDomestica #toscanasostenibile #agenda2030 #Toscana #Ospedale #careggi #Ospedaledicareggi #centroantiveleni
In questi giorni particolarmente freddi tutti in casa abbiamo il desiderio di scaldarci e sentirci al sicuro. Ma attenzione: alcuni metodi di riscaldamento possono nascondere un pericolo invisibile. Durante l’inverno aumenta infatti il rischio di intossicazione da 𝐦𝐨𝐧𝐨𝐬𝐬𝐢𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢𝐨, un gas tossico, incolore e inodore prodotto dalla combustione di carbone, legna, benzina e altri combustibili.
Le principali cause sono la 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐥’𝐮𝐬𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐫𝐚𝐜𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐚𝐭𝐢, con conseguenze spesso gravi, soprattutto per i nuclei familiari più fragili.
Per prevenire questi rischi, la Regione Toscana e il Centro Antiveleni dell’Ospedale di Careggi promuovono la campagna
“𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐨𝐬𝐬𝐢𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞”,
per diffondere informazioni corrette e aumentare la consapevolezza sui comportamenti da adottare.
𝐄̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞:
Non accendere bracieri a carbone o legna in casa
Utilizzare le stufe solo in locali ben areati
Non usare stufe in camere da letto, bagni e garage
Far controllare regolarmente stufe, caldaie, boiler, cucine e camini
Verificare la presenza di prese d’aria nei locali riscaldati
𝐈𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐥 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐧𝐢, 𝐧𝐚𝐮𝐬𝐞𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐚𝐥𝐩𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐨 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐧𝐧𝐨:
Apri subito porte e finestre
Spegni gli apparecchi a combustione
Chiama immediatamente il 112
𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐨: 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢, 𝐟𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨. 𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚.
#MonossidoDiCarbonio #Prevenzione #SicurezzaInCasa #SalutePubblica #RischioInvernale #Intossicazione #SicurezzaDomestica #toscanasostenibile #agenda2030 #Toscana #Ospedale #careggi #Ospedaledicareggi #centroantiveleni
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Oramai abbiamo familiarità con l’etichetta energetica dell’Unione Europea e le classi A, B, C… ma sai che esiste un registro digitale che raccoglie i dati energetici e tecnici di milioni di prodotti? EPREL (European Product Registry for Energy Labelling) è la banca dati ufficiale creata dalla Commissione Europea proprio per questo scopo.
𝐂𝐨𝐬’𝐞̀ 𝐄𝐏𝐑𝐄𝐋
EPREL è un registro digitale dove, per legge, i produttori/importatori devono registrare ogni modello nel database prima di immetterlo sul mercato UE: ciò garantisce che tutte le informazioni siano corrette e conformi alle normative europee sull’efficienza energetica.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞
Per più ragioni:
• Per i consumatori: permette di confrontare i consumi energetici e altri dati utili (come rumorosità, dimensioni e documenti tecnici) prima di acquistare. Questo aiuta a fare scelte più consapevoli e risparmiare sulla bolletta.
• Per le autorità: agevola i controlli sul mercato e verifica che i prodotti rispettino le regole di efficienza energetica.
• Per imprese e pubblica amministrazione: supporta le gare d’appalto verdi e la pianificazione di acquisti sostenibili, oltre a essere uno strumento utile per analisi e statistiche.
Non è un elenco di etichette: è una piattaforma trasparente e dinamica che mostra come il mercato si distribuisce tra classi di efficienza e permette confronti precisi tra modelli simili.
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐬𝐚𝐫𝐥𝐨
1 Naviga per gruppi di prodotti (es. frigoriferi, display, illuminazione).
2 Cerca un modello inserendo marca, nome o numero di registrazione.
3 Filtra e confronta i prodotti in base a criteri come classe energetica, consumo annuo o altri parametri.
4 Esamina i dettagli di ogni modello, scaricando l’etichetta e la scheda prodotto in varie lingue.
Questa funzione è particolarmente utile quando devi scegliere tra più modelli o vuoi verificare che un prodotto che stai per acquistare sia registrato correttamente.
#EPREL #EfficienzaEnergetica #ProdottiSostenibili #RisparmioEnergetico #AcquistiConsapevoli #EtichettaEnergetica #GreenLiving #AmbienteEU #ConsumatoriInformati #consumatori #toscanasostenibile #agenda2030
Oramai abbiamo familiarità con l’etichetta energetica dell’Unione Europea e le classi A, B, C… ma sai che esiste un registro digitale che raccoglie i dati energetici e tecnici di milioni di prodotti? EPREL (European Product Registry for Energy Labelling) è la banca dati ufficiale creata dalla Commissione Europea proprio per questo scopo.
𝐂𝐨𝐬’𝐞̀ 𝐄𝐏𝐑𝐄𝐋
EPREL è un registro digitale dove, per legge, i produttori/importatori devono registrare ogni modello nel database prima di immetterlo sul mercato UE: ciò garantisce che tutte le informazioni siano corrette e conformi alle normative europee sull’efficienza energetica.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞
Per più ragioni:
• Per i consumatori: permette di confrontare i consumi energetici e altri dati utili (come rumorosità, dimensioni e documenti tecnici) prima di acquistare. Questo aiuta a fare scelte più consapevoli e risparmiare sulla bolletta.
• Per le autorità: agevola i controlli sul mercato e verifica che i prodotti rispettino le regole di efficienza energetica.
• Per imprese e pubblica amministrazione: supporta le gare d’appalto verdi e la pianificazione di acquisti sostenibili, oltre a essere uno strumento utile per analisi e statistiche.
Non è un elenco di etichette: è una piattaforma trasparente e dinamica che mostra come il mercato si distribuisce tra classi di efficienza e permette confronti precisi tra modelli simili.
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐬𝐚𝐫𝐥𝐨
1 Naviga per gruppi di prodotti (es. frigoriferi, display, illuminazione).
2 Cerca un modello inserendo marca, nome o numero di registrazione.
3 Filtra e confronta i prodotti in base a criteri come classe energetica, consumo annuo o altri parametri.
4 Esamina i dettagli di ogni modello, scaricando l’etichetta e la scheda prodotto in varie lingue.
Questa funzione è particolarmente utile quando devi scegliere tra più modelli o vuoi verificare che un prodotto che stai per acquistare sia registrato correttamente.
#EPREL #EfficienzaEnergetica #ProdottiSostenibili #RisparmioEnergetico #AcquistiConsapevoli #EtichettaEnergetica #GreenLiving #AmbienteEU #ConsumatoriInformati #consumatori #toscanasostenibile #agenda2030
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Il vivaismo: un settore che fa fiorire la Toscana, in tutti i sensi🌱
La Toscana è leader nel vivaismo italiano, con oltre un terzo della produzione nazionale.
📍 Il distretto di Pistoia, con 1.500 aziende e 3.500 ettari coltivati, è il cuore di questa eccellenza riconosciuta a livello mondiale.
Il settore cresce grazie a innovazione, pratiche sostenibili e qualità produttiva, creando valore economico, posti di lavoro e un’identità culturale forte.
La Regione Toscana sostiene questa crescita con investimenti in innovazione, ricerca e formazione, promuovendo l’internazionalizzazione e il dialogo costante tra pubblico e privato.
Così il vivaismo toscano diventa una leva di sviluppo sostenibile, che valorizza l’economia, la cultura e il patrimonio sociale della regione, contribuendo a rafforzare il Made in Italy e a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030.
#VivaismoToscano #InnovazioneSostenibile #MadeInItaly #EconomiaVerde #Pistoia #Sostenibilità #GreenEconomy #RegioneToscana #Agenda2030
Il vivaismo: un settore che fa fiorire la Toscana, in tutti i sensi🌱
La Toscana è leader nel vivaismo italiano, con oltre un terzo della produzione nazionale.
📍 Il distretto di Pistoia, con 1.500 aziende e 3.500 ettari coltivati, è il cuore di questa eccellenza riconosciuta a livello mondiale.
Il settore cresce grazie a innovazione, pratiche sostenibili e qualità produttiva, creando valore economico, posti di lavoro e un’identità culturale forte.
La Regione Toscana sostiene questa crescita con investimenti in innovazione, ricerca e formazione, promuovendo l’internazionalizzazione e il dialogo costante tra pubblico e privato.
Così il vivaismo toscano diventa una leva di sviluppo sostenibile, che valorizza l’economia, la cultura e il patrimonio sociale della regione, contribuendo a rafforzare il Made in Italy e a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030.
#VivaismoToscano #InnovazioneSostenibile #MadeInItaly #EconomiaVerde #Pistoia #Sostenibilità #GreenEconomy #RegioneToscana #Agenda2030
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Negli ultimi anni l’energia solare ha compiuto un balzo sorprendente, tanto da trasformarsi da tecnologia emergente a protagonista della produzione elettrica globale. Tra il 2022 e il 2024 la capacità installata di pannelli fotovoltaici nel mondo è più che raddoppiata e continua a crescere con ritmi senza precedenti.
Nel 2025 è stato raggiunto un risultato storico:𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐞, una svolta fondamentale nella transizione energetica. Secondo i dati del centro studi Ember,𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐥’𝟖𝟑% 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀. Il principale motivo di questo boom è la drastica riduzione dei costi: negli ultimi 15 anni 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐥𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐚𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝐢𝐥 𝟗𝟎%.
𝐒𝐟𝐢𝐝𝐞 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀
La frontiera del futuro sono le celle tandem, in cui il silicio è affiancato da un secondo materiale (come la perovskite) per catturare più energia dal sole. Queste nuove celle potrebbero aumentare notevolmente l’efficienza fino a oltre il 35%, attualmente è del 20%, con costi ancora più bassi e superfici più piccole.
𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐮𝐦𝐮𝐥𝐨
Un’altra grande sfida è ovviamente la natura intermittente del sole e qui entrano in gioco batterie e altre tecnologie di accumulo. Negli ultimi anni i costi delle batterie agli ioni di litio sono calati di oltre il 40%, rendendo la conservazione dell’energia sempre più conveniente. Però per affrontare le variazioni stagionali – come gli inverni più lunghi e meno luminosi – servono tecnologie di stoccaggio su larga scala, come idrogeno o l’energia accumulata con l’acqua pompata. Soluzioni ancora in fase di sviluppo, ma che potrebbero completare il quadro dell’energia solare ben prima di altre opzioni.
#Fotovoltaico #EnergiaSolare #TransizioneEnergetica #Rinnovabili #EnergiaPulita #solare #energiarinnovabile #toscanasostenibile #agenda2030
Negli ultimi anni l’energia solare ha compiuto un balzo sorprendente, tanto da trasformarsi da tecnologia emergente a protagonista della produzione elettrica globale. Tra il 2022 e il 2024 la capacità installata di pannelli fotovoltaici nel mondo è più che raddoppiata e continua a crescere con ritmi senza precedenti.
Nel 2025 è stato raggiunto un risultato storico:𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐞, una svolta fondamentale nella transizione energetica. Secondo i dati del centro studi Ember,𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐥’𝟖𝟑% 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀. Il principale motivo di questo boom è la drastica riduzione dei costi: negli ultimi 15 anni 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐥𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐚𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚𝐢𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝐢𝐥 𝟗𝟎%.
𝐒𝐟𝐢𝐝𝐞 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀
La frontiera del futuro sono le celle tandem, in cui il silicio è affiancato da un secondo materiale (come la perovskite) per catturare più energia dal sole. Queste nuove celle potrebbero aumentare notevolmente l’efficienza fino a oltre il 35%, attualmente è del 20%, con costi ancora più bassi e superfici più piccole.
𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐮𝐦𝐮𝐥𝐨
Un’altra grande sfida è ovviamente la natura intermittente del sole e qui entrano in gioco batterie e altre tecnologie di accumulo. Negli ultimi anni i costi delle batterie agli ioni di litio sono calati di oltre il 40%, rendendo la conservazione dell’energia sempre più conveniente. Però per affrontare le variazioni stagionali – come gli inverni più lunghi e meno luminosi – servono tecnologie di stoccaggio su larga scala, come idrogeno o l’energia accumulata con l’acqua pompata. Soluzioni ancora in fase di sviluppo, ma che potrebbero completare il quadro dell’energia solare ben prima di altre opzioni.
#Fotovoltaico #EnergiaSolare #TransizioneEnergetica #Rinnovabili #EnergiaPulita #solare #energiarinnovabile #toscanasostenibile #agenda2030
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Lo sai che l’Università di Firenze è tra le migliori 250 al mondo per la sostenibilità? 🎓🌍
UNIFI entra nella top 250 mondiale della classifica QS World University Rankings: Sustainability 2026, posizionandosi 10° tra le 57 università italiane.
Questo riconoscimento premia l’impegno in tre aree chiave: Impatto Ambientale, Governance e Impatto Sociale.
L’Ateneo ha migliorato di 100 posizioni l’Impatto Ambientale rispetto all’anno scorso, con ottimi risultati anche in governance e occupabilità.
Un traguardo che conferma il ruolo centrale di UNIFI nella ricerca, nell’innovazione e nella formazione di nuove generazioni pronte a costruire un futuro più sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
#Sostenibilità #UNIFI #InnovazioneUniversitaria #RicercaGreen #EducazioneSostenibile #Agenda2030
Lo sai che l’Università di Firenze è tra le migliori 250 al mondo per la sostenibilità? 🎓🌍
UNIFI entra nella top 250 mondiale della classifica QS World University Rankings: Sustainability 2026, posizionandosi 10° tra le 57 università italiane.
Questo riconoscimento premia l’impegno in tre aree chiave: Impatto Ambientale, Governance e Impatto Sociale.
L’Ateneo ha migliorato di 100 posizioni l’Impatto Ambientale rispetto all’anno scorso, con ottimi risultati anche in governance e occupabilità.
Un traguardo che conferma il ruolo centrale di UNIFI nella ricerca, nell’innovazione e nella formazione di nuove generazioni pronte a costruire un futuro più sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
#Sostenibilità #UNIFI #InnovazioneUniversitaria #RicercaGreen #EducazioneSostenibile #Agenda2030
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Il Rapporto Territori 2025 dell’Asvis esaminato nei precedenti post della rubrica del mercoledì, tratta anche il tema del posizionamento delle Province e delle Città metropolitane in riferimento al raggiungimento dei Goal dell’Agenda 2030. L’elaborazione copre 12 Goal dei 17 dell’Agenda ed è costruita su 44 indicatori elementari, selezionati in base alla loro disponibilità territoriale e alla coerenza con il quadro degli SDGs. Il confronto viene fatto evidenziando la posizione relativa di ciascuna Provincia o Città Metropolitana rispetto alla media nazionale, per mettere in luce le differenze presenti in una stessa Regione, con i punti di forza e le aree di maggiore criticità. L’analisi è basata sulla costruzione di indici, che consentono una lettura sintetica e immediata delle specificità territoriali, facilitando il supporto alle decisioni e alla programmazione delle politiche.
Per approfondire: https://asvis.it/rapporto-territori-2025/
#asvis #sostenibilità #svilupposostenibile #agenda2030 #toscanasostenibile
Il Rapporto Territori 2025 dell’Asvis esaminato nei precedenti post della rubrica del mercoledì, tratta anche il tema del posizionamento delle Province e delle Città metropolitane in riferimento al raggiungimento dei Goal dell’Agenda 2030. L’elaborazione copre 12 Goal dei 17 dell’Agenda ed è costruita su 44 indicatori elementari, selezionati in base alla loro disponibilità territoriale e alla coerenza con il quadro degli SDGs. Il confronto viene fatto evidenziando la posizione relativa di ciascuna Provincia o Città Metropolitana rispetto alla media nazionale, per mettere in luce le differenze presenti in una stessa Regione, con i punti di forza e le aree di maggiore criticità. L’analisi è basata sulla costruzione di indici, che consentono una lettura sintetica e immediata delle specificità territoriali, facilitando il supporto alle decisioni e alla programmazione delle politiche.
Per approfondire: https://asvis.it/rapporto-territori-2025/
#asvis #sostenibilità #svilupposostenibile #agenda2030 #toscanasostenibile
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C’è una costante nella storia dell’energia nucleare: 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚, 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚. Poi arrivano i conti veri e nulla torna più. I 𝐒𝐦𝐚𝐥𝐥 𝐌𝐨𝐝𝐮𝐥𝐚𝐫 𝐑𝐞𝐚𝐜𝐭𝐨𝐫𝐬 (𝐒𝐌𝐑) seguono esattamente questo copione.
Il flop del 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧 𝐅𝐫𝐞𝐞 𝐏𝐨𝐰𝐞𝐫 𝐏𝐫𝐨𝐣𝐞𝐜𝐭 (CFPP) negli Stati Uniti, che avrebbe dovuto essere il primo impianto commerciale di SMR del Paese, ha portato al centro del dibattito tutti i dubbi sull`economicità di questa tecnologia
Nel 2017 la società NuScale Power siglò un accordo con UAMPS, un consorzio di oltre 30 utility municipali, che 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐞𝐯𝐚 𝟏𝟐 𝐦𝐨𝐝𝐮𝐥𝐢 𝐒𝐌𝐑, con l’entrata in funzione del primo intorno al 2029.
Col passare degli anni la fisionomia del progetto cambiò. I costi continuarono a salire portando a ridurre il numero dei moduli da 12 a 6. Nonostante questa riduzione il costo complessivo schizzò 𝐝𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟓,𝟑 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟗,𝟑 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢, alzando quindi il prezzo teorico dell’elettricità generata.
La combinazione di costi in aumento e la mancanza di un numero sufficiente di utility disposte a sottoscrivere contratti di fornitura ai nuovi prezzi fu fatale per il progetto. Di conseguenza, l’8 novembre 2023 UAMPS e NuScale annunciarono di aver deciso di 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧 𝐅𝐫𝐞𝐞 𝐏𝐨𝐰𝐞𝐫 𝐏𝐫𝐨𝐣𝐞𝐜𝐭.
Questo ha rilanciato la discussione sull’economicità degli SMR: molti sostengono che 𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐫𝐞𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐠𝐨𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 “𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐚𝐥𝐚” 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐜𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢. Il flop di quello che doveva essere il primo SMR commerciale negli Stati Uniti è un monito sul fatto che gli obiettivi tecnologici non sempre si traducono in sostenibilità economica concreta, soprattutto in un panorama energetico dove fonti come #solare, #eolico e #batterie, continuano a ridurre i costi
#nucleare #energianucleare #SMR #costinucleare #rinnovabili #energierinnovabili #energiaatomica #centralenucleare #costidelnucleare #scorieradioattive #costoenergia #toscanasostenibile #agenda2030
C’è una costante nella storia dell’energia nucleare: 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚, 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚. Poi arrivano i conti veri e nulla torna più. I 𝐒𝐦𝐚𝐥𝐥 𝐌𝐨𝐝𝐮𝐥𝐚𝐫 𝐑𝐞𝐚𝐜𝐭𝐨𝐫𝐬 (𝐒𝐌𝐑) seguono esattamente questo copione.
Il flop del 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧 𝐅𝐫𝐞𝐞 𝐏𝐨𝐰𝐞𝐫 𝐏𝐫𝐨𝐣𝐞𝐜𝐭 (CFPP) negli Stati Uniti, che avrebbe dovuto essere il primo impianto commerciale di SMR del Paese, ha portato al centro del dibattito tutti i dubbi sull`economicità di questa tecnologia
Nel 2017 la società NuScale Power siglò un accordo con UAMPS, un consorzio di oltre 30 utility municipali, che 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐞𝐯𝐚 𝟏𝟐 𝐦𝐨𝐝𝐮𝐥𝐢 𝐒𝐌𝐑, con l’entrata in funzione del primo intorno al 2029.
Col passare degli anni la fisionomia del progetto cambiò. I costi continuarono a salire portando a ridurre il numero dei moduli da 12 a 6. Nonostante questa riduzione il costo complessivo schizzò 𝐝𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟓,𝟑 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟗,𝟑 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢, alzando quindi il prezzo teorico dell’elettricità generata.
La combinazione di costi in aumento e la mancanza di un numero sufficiente di utility disposte a sottoscrivere contratti di fornitura ai nuovi prezzi fu fatale per il progetto. Di conseguenza, l’8 novembre 2023 UAMPS e NuScale annunciarono di aver deciso di 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧 𝐅𝐫𝐞𝐞 𝐏𝐨𝐰𝐞𝐫 𝐏𝐫𝐨𝐣𝐞𝐜𝐭.
Questo ha rilanciato la discussione sull’economicità degli SMR: molti sostengono che 𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐫𝐞𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐠𝐨𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 “𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐚𝐥𝐚” 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐜𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢. Il flop di quello che doveva essere il primo SMR commerciale negli Stati Uniti è un monito sul fatto che gli obiettivi tecnologici non sempre si traducono in sostenibilità economica concreta, soprattutto in un panorama energetico dove fonti come #solare, #eolico e #batterie, continuano a ridurre i costi
#nucleare #energianucleare #SMR #costinucleare #rinnovabili #energierinnovabili #energiaatomica #centralenucleare #costidelnucleare #scorieradioattive #costoenergia #toscanasostenibile #agenda2030
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ENEA ha individuato in un sottoprodotto della lavorazione del riso, la lolla, un nuovo materiale sostenibile per la produzione di #batterie e #supercondensatori.
@SapienzaRoma @PoliTOnews #nanomateriali @MASE_IT

Energia: nanomateriali da scarti del riso per batterie e supercondensa
Batterie e supercondensatori realizzati con materiali ottenuti da un sottoprodotto del riso, la lolla, sono al centro ...
www.media.enea.it
Nel rapporto sullo stato delle #bonifiche sono analizzati gli stati di avanzamento dei procedimenti, le superfici interessate, le procedure adottate e la distribuzione territoriale dei procedimenti oltre che i #sitiorfani con focus relativi a specificità regionali.

🧪 Bonifiche dei siti contaminati: pubblicato il nuovo Rapporto ISPRA sullo stato dei procedimenti.
🗺️Quali sono i territori coinvolti? A che punto sono gli interventi? Quali tecnologie vengono impiegate per le bonifiche?
Consulta il Rapporto completo 👇
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/online-il-rapporto-lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia
#EPREL è il registro digitale UE dove produttori e importatori devono registrare ogni modello prima della vendita: una garanzia che i dati siano corretti e conformi alle norme europee sull’#efficienzaenergetica.

Toscana Sostenibile
Oramai abbiamo familiarità con l’etichetta energetica dell’Unione Europea e le classi A, B, C… ma sai che esi...
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AR.CERs è la #ComunitàEnergeticaRinnovabile di Arezzo: no profit e inclusiva. Aperta a produttori e consumatori (anche senza impianti), senza costi né cambi di fornitore. L’#energia condivisa genera incentivi da reinvestire in #solidarietà e nuovi impianti

Toscana Sostenibile
AR.CERs è una comunità energetica rinnovabile con una forte impronta pubblica e sociale. La CER ha forma giuridica...
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Auguriamo a tutti che questo Natale porti con sé energia positiva, attenzione alle persone e rispetto per le risorse che condividiamo. Perché sostenibilità, clima ed energia non sono solo temi da affrontare, ma valori da vivere ogni giorno.
#BuonNatale #Natale2025
Le Linee guida per la selezione ottimale degli #alberi per migliorare la qualità dell’#aria nelle città elaborate dal progetto #LifeAIRFRESH. La #Toscana promuove interventi concreti contro l’#inquinamentoatmosferico e favorire azioni di mitigazione.
https://www.regione.toscana.it/-/alberi-urbani-per-la-qualit%C3%A0-dell-aria-linee-guida
Un progetto da 2 miliardi per creare una catena di approvvigionamento di #litio per #batterie, completamente integrata e basata su acque #geotermiche.

Toscana Sostenibile
Un progetto da 2 miliardi di euro per creare una catena di approvvigionamento di litio per batterie, completamente ...
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Due progetti coordinati da due team toscani hanno conquistato il podio dell’Hackathon internazionale #Bauhaus4MED.
#svilupposostenibile #toscanasostenibile #agenda2030
https://www.toscana-notizie.it/-/sostenibilit%c3%a0-citt%c3%a0-e-ambiente-toscana-protagonista-al-bauhaus4med-a-salonicco
Per la rivista #Science "La crescita apparentemente inarrestabile delle #energierinnovabili è la svolta scientifica dell’anno 2025"

Science’s 2025 Breakthrough of the Year: The unstoppable rise of renewable energy
Clean energy infrastructure is being deployed with unmatched scale and speed—and China is leading the way
www.science.org
#Geotermia sull'Amiata, respinto il ricorso al #Tar. @EugenioGiani : «Gran bella notizia, a questo punto parte l'accordo firmato a febbraio scorso con Enel Green power sulla geotermia»
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